Se esiste un luogo dove il chiosco non ha mai smesso di essere il centro del mondo, quel luogo è sicuramente Catania. Mentre nel resto d’Italia si cerca faticosamente di capire come riconvertire le vecchie strutture, all’ombra dell’Etna il chiosco rappresenta da oltre un secolo un vero santuario della socialità e un business resiliente. Per ogni catanese, infatti, fermarsi a bere un seltz non è un semplice gesto quotidiano: è un rito, un appuntamento fisso e un pezzo fondamentale della storia cittadina.
Comprendere oggi il potenziale di questa attività significa guardare a un modello unico, capace di trasformarsi in una reale opportunità imprenditoriale grazie a un mix perfetto di ritualità e innovazione. In questo approfondimento vedremo perché decidere di investire in un chiosco a Catania rappresenti una scelta concreta per chi vuole trasformare la tradizione in un business di successo.

La storia: dove tutto ha avuto inizio
La storia imprenditoriale del chiosco a Catania affonda le radici nel lontano 1896. Le prime strutture, eleganti costruzioni circolari in legno, sorsero per offrire ristoro ai passanti con acqua e anice, il celebre zammù, in punti iconici come Piazza Duomo e Piazza Stesicoro. Famiglie storiche come i Costa, i Vezzosi e i Giammona hanno trasformato queste piccole botteghe in veri e propri punti di riferimento cittadini, resistendo persino ai cambiamenti urbanistici del primo ‘900.

Oggi, quella che era una semplice sosta per un drink rinfrescante si è evoluta in una straordinaria opportunità di business. Il segreto della longevità di queste strutture risiede nel seltz, la bevanda che ha rivoluzionato il bancone grazie alla sua capacità di unire materie prime fresche (come i limoni siciliani) a una tecnologia semplice ma efficace. Decidere di aprire un chiosco oggi significa quindi ereditare una tradizione centenaria, ma con lo sguardo rivolto a un mercato moderno e sempre più affamato di autenticità.

Il cuore del business: il seltz
Se vuoi capire dove batte il cuore finanziario di questa attività, non devi guardare alla macchina del caffè, ma al rubinetto del seltz. Questa bevanda rappresenta il vero motore del chiosco, grazie a un sistema ingegnoso perfezionato negli anni ’70 che permette di spillare acqua gassata ad altissima pressione direttamente al bancone.

Per chi cerca un’opportunità imprenditoriale, il seltz è il prodotto perfetto: garantisce una marginalità altissima. Gli ingredienti sono pochi, economici e freschissimi: acqua, succo di limone siciliano e un pizzico di sale. Questa semplicità, unita alla velocità di preparazione, trasforma ogni bicchiere in un piccolo capolavoro di profitto, rendendo il chiosco a Catania un modello di business resiliente e capace di generare flussi di cassa costanti, specialmente durante i lunghi mesi estivi.
Le bevande iconiche
Per chi vuole trasformare un chiosco in un’attività di successo, il segreto è non fermarsi mai ai prodotti generici. La vera forza competitiva risiede negli sciroppi artigianali e nelle ricette originali che rendono il rito del seltz un’esperienza impossibile da replicare a casa o in un normale bar.

Il protagonista assoluto resta il Seltz, limone e sale, un classico insostituibile e un rituale digestivo unico al mondo che attira clienti a ogni ora del giorno. Ma un’ottima opportunità per differenziarsi è offrire varianti iconiche come il Mandarino al limone, un’unione perfetta tra la dolcezza dello sciroppo e l’asprezza del succo fresco, o il Tamarindo, spesso servito con un pizzico di bicarbonato per un effetto digestivo immediato. Per i più golosi, il Misto Frutta, noto anche come “Mangia e bevi”, trasforma il seltz in un vero e proprio snack, grazie alla frutta di stagione a pezzetti immersa nello sciroppo. Puntare su queste specialità non significa solo onorare la tradizione, ma costruire un brand forte che fidelizza il cliente e aumenta il valore dello scontrino medio.
L’innovazione come strategia: il caso del Frappè alla Nutella
L’imprenditoria legata al chiosco a Catania non vive solo di ricordi, ma si nutre di continua creatività. Un esempio perfetto di come trasformare un limite in una grande opportunità è la storia di “Zio Lino”, che nel 1993 ha rivoluzionato l’offerta cittadina inventando il celebre Frappè alla Nutella.

Di fronte al divieto di cucinare cibi caldi, l’intuizione è stata geniale: frullare latte, crema di nocciole e la tipica brioscina Tomarchio per creare una bevanda densa e golosa, oggi protetta da brevetto. Questa innovazione dimostra che gestire un chiosco non significa solo servire un classico seltz, ma saper ascoltare il mercato e creare prodotti iconici capaci di diventare una destinazione gastronomica. Per un aspirante imprenditore, questa è la lezione più importante: la tradizione è la base, ma l’originalità è ciò che trasforma una piccola attività in un business di successo.
Quanto investire e quanta marginalità?
Aprire un chiosco richiede una pianificazione attenta dei costi, che variano significativamente in base al livello di innovazione e tecnologia scelto. La redditività è garantita dall’alta velocità di rotazione della clientela, che consuma rapidamente “al volo”.
| Prodotto | Costo Materia Prima | Prezzo di Vendita | Marginalità |
| Seltz, Limone e Sale | Molto basso | 1€ | Altissima |
| Mandarinetto | Basso | 1,20€/1,50€ | Alta |
| Frappè alla Nutella | Medio | 3€/4€ | Media |
Nuove regole e nuovi bandi: cosa bolle in pentola?
Se hai sempre sognato di aprire un chiosco, questo è il momento perfetto per drizzare le antenne e farsi avanti. Proprio in questi mesi, tra marzo e aprile 2026, il Comune di Catania è al lavoro sul nuovo “Piano Chioschi“, un’iniziativa nata per fare finalmente ordine dopo anni di regole poco chiare e continui ricorsi. L’idea è quella di ridisegnare la mappa del commercio in città, partendo dal presupposto che Catania ha ancora una “fame” incredibile di questi spazi.
La novità più interessante riguarda l’apertura di quattordici nuove postazioni sparse per il territorio, pensate per coprire meglio anche le zone che oggi ne sono sprovviste. Ma attenzione: le regole del gioco sono cambiate. Dimentica i vecchi “posti ereditati” per tradizione familiare; d’ora in poi le concessioni passeranno esclusivamente da gare pubbliche trasparenti. Questo significa che non basterà più solo “esserci sempre stati”, ma diventeranno fondamentali la qualità del progetto, il decoro architettonico e la capacità di innovare.
Ovviamente, come ogni grande cambiamento, il dibattito in Consiglio Comunale è accesissimo. Associazioni come Confcommercio stanno seguendo la questione da vicino, chiedendo che i criteri per scegliere le zone siano i più chiari e trasparenti possibile. In poche parole, Catania si sta preparando a una piccola rivoluzione: presto si apriranno nuove sfide imprenditoriali e la spunterà chi saprà proporre un’idea seria, moderna e capace di dare vero valore alla nostra città.
Come ottenere la concessione
Dimentica l’idea che un chiosco sia un “posto fisso” da ereditare per diritto di famiglia: oggi la strada per avere le chiavi del tuo bancone passa solo dai bandi pubblici. In pratica, il Comune mette a disposizione degli spazi (solitamente intorno ai 20 metri quadri) e apre una sfida tra chi ha le idee migliori. Se hai un progetto che spacca, è qui che devi farti avanti.
Ma come si fa a passare dalla teoria alla pratica? Il primo passo è tutto digitale. Dovrai presentare la tua istanza attraverso il portale Akropolis o lo sportello Catania Semplice, inviando tutto rigorosamente via PEC. Non si tratta solo di riempire moduli: dovrai allegare una planimetria e una relazione tecnica che spieghi per bene cosa vuoi realizzare.
La commissione che valuta i progetti non guarda solo alla solidità economica, ma cerca soprattutto la qualità. Premiano chi propone un design capace di integrarsi con la bellezza della città e chi punta sull’innovazione e sulla sostenibilità. Ovviamente, il tuo progetto deve essere a norma: deve rispettare il Codice della Strada, le regole antisismiche e trovarsi in una delle aree che il Comune ha già inserito nel suo piano ufficiale.
Se invece hai già la fortuna di gestire un chiosco e devi solo rinnovare la concessione, la procedura è molto più rapida e “leggera”, sempre via PEC. In ogni caso, il segreto è non farsi spaventare dalla carta: tieni d’occhio le uscite dei bandi, punta su un design che faccia innamorare i passanti e preparati a far girare il seltz.
E tu che ne pensi?
Il chiosco a Catania non è una reliquia del passato, ma una lezione di imprenditoria di prossimità. L’opportunità risiede nella capacità di creare un “luogo di culto” dove il rituale di una bevanda fatta a mano diventa un’esperienza irripetibile altrove. In un mondo digitalizzato, la scommessa vincente è puntare su un modello che garantisce inclusività, freschezza e quel suono frizzante del seltz che da oltre un secolo scandisce il tempo nelle piazze della città.
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